Di servizi essenziali nella nautica ce ne sono molti, ma pochi sono così fondamentali e allo stesso tempo così invisibili come il bunkeraggio. Eppure, senza di esso, uno yacht non parte nemmeno. Per questo abbiamo voluto incontrare Edoardo Zucco, fondatore di Eazy Bunker, società che si è ritagliata un ruolo da protagonista nella fornitura personalizzata e globale di carburanti e lubrificanti per il diporto.

Edoardo, come nasce Eazy Bunker?
Dopo sei anni da dipendente nel settore, nel 2015 ho deciso di mettermi in proprio, spinto da mia moglie, che ha sempre creduto in me. È stata proprio lei a suggerirmi il nome “Eazy Bunker”, partendo da “EZ” (le iniziali del mio nome), e trasformandolo in qualcosa che suonasse bene in inglese. Così è nato Eazy Bunker: semplice, diretto, affidabile.
In un mondo dove il rifornimento è dato per scontato, come si trasforma un servizio tecnico in un’esperienza di eccellenza?
Puntando sulla customizzazione totale. Ogni cliente, che abbia bisogno di 2.000 litri o di 200.000, riceve lo stesso livello di cura. Ci mettiamo fianco a fianco con i comandanti, pianifichiamo insieme la stagione, scegliamo i porti più vantaggiosi per qualità e prezzo, e quando serve, reagiamo in tempo reale. Sì, perché spesso – quasi sempre – gli imprevisti sono la norma: l’armatore arriva all’improvviso, si cambia rotta, serve gasolio per l’indomani. Noi ci siamo.
Ma questa velocità di risposta non si improvvisa…
Assolutamente. Si costruisce con il tempo, attraverso una rete di fornitori fidati in tutto il mondo. Dal Mediterraneo alle Fiji. Con molti di loro si è creato un rapporto di vera amicizia. Perché questo lavoro non è solo tecnica: è relazione umana al 100%. Lavoriamo quando tutti sono in vacanza, sabati e domeniche comprese. Se il mio fornitore mi risponde alle 23 del 12 agosto e il giorno dopo alle 7 ha già consegnato, vuol dire che siamo sulla stessa lunghezza d’onda.
Quindi il suo è un ruolo di mediazione?
Esatto. Sono l’anello tra due mondi: da un lato l’armatore, dall’altro il fornitore. Con entrambi serve rispetto, fiducia e chiarezza. I fornitori sanno che pago sempre puntuale. Gli armatori sanno che se mi chiamano, io ci sono. Per tutti loro, il mio telefono è sempre acceso.
Come si personalizza un servizio così?
Imparando a conoscere davvero il comandante, la barca, il contesto. Alcuni armatori sanno pianificare in anticipo, altri cambiano programma ogni tre giorni. C’è chi ha bisogno di velocità, chi vuole attenzione ai costi, chi esige discrezione. Ogni situazione è diversa. Per questo dico sempre che il nostro è anche un po’ un bunkeraggio psicologico: capire l’umore, le aspettative, l’urgenza reale. E agire di conseguenza.
E per gli armatori di AssoYacht, che tipo di servizio offrite?
Una cosa semplice, ma concreta: fido automatico di 7 o 15 giorni per il pagamento del bunkeraggio. Questo perché crediamo nella reciprocità. Tu ti affidi a me, io mi fido di te. E quando la relazione è tra galantuomini – o gentildonne – tutto funziona meglio.







