AssoYacht firma i nuovi contratti collettivi nazionali di lavoro, portando chiarezza, tutele e innovazione nei rapporti lavorativi a bordo. Una svolta che semplifica le regole e valorizza chi è occupato e investe nel mondo dello yachting.

Il mare insegna che ogni rotta, per essere sicura, ha bisogno di coordinate chiare. Lo stesso vale per i rapporti di lavoro, soprattutto per quelli che operano nel mondo del diporto, un settore che negli ultimi anni ha visto crescere numeri, complessità e aspettative.

Con questo spirito, AssoYacht ha avuto un ruolo di primo piano nella promozione e nella firma dei due Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro del Diporto: quello per il settore privato, già operativo da oltre tre anni, e quello commerciale, firmato a maggio di quest’anno e subito accolto come una svolta di sistema.

Entrambi i contratti rappresentano la risposta operativa a una mancanza dell’intero settore, nata dall’ascolto diretto delle esigenze armatoriali e dal confronto propedeutico con un comitato selezionato, composto dalle principali rappresentanze del comparto.

Si tratta in sostanza di due strumenti pensati per mettere ordine, chiarezza e stabilità nei rapporti tra l’armatore e il suo equipaggio, valorizzando le professionalità a bordo e tutelando, al contempo, le esigenze operative di chi gestisce un’unità da diporto. Il tutto senza appesantire, anzi semplificando il più possibile, le procedure di ingaggio.

Privato e commerciale: una genesi complessa per un successo dell’intero comparto

Il primo dei due contratti collettivi – il CCNL per il diporto privato – costituisce il punto di partenza verso una nuova cultura contrattuale nel mondo dello yachting. È stato presentato ufficialmente nella sede del CNEL nel 2023 e ha introdotto elementi innovativi da tempo attesi, come la paga unificata – che ha finalmente normato un uso diffuso da decenni nel settore – e una specifica disciplina della riservatezza pensata proprio per tutelare la serenità della famiglia e degli ospiti a bordo.

Il secondo – il CCNL per il diporto commerciale – ha avuto invece una “gestazione” più lunga, dovuta al fatto che doveva andare a “gestire” un disegno più ampio, così da fornire, finalmente, un riferimento chiaro e definitivo anche a tutti quegli armatori che operano con unità a noleggio o che vengono impiegate in attività professionali. Il contratto consente, infatti, di coniugare flessibilità operativa e solidità normativa, con un impianto pensato per rispondere alle reali esigenze dell’armamento commerciale, nel rispetto delle normative internazionali e del contesto italiano.

Ovviamente, tutta la rete dei professionisti che orbita nell’universo AssoYacht – dai nostri Points agli avvocati, ai consulenti del lavoro e agli specialisti del settore – è a disposizione per accompagnare ogni Armatore nell’applicazione corretta del contratto, con soluzioni pratiche e personalizzabili, e chiarimenti immediati.

Siamo orgogliosi del risultato concreto che abbiamo ottenuto, perché un contratto chiaro non è solo una questione di norme. È un atto di responsabilità, di visione, di rispetto per chi lavora e per chi investe. È la base per navigare con regole certe, e concentrarsi su ciò che conta davvero: la qualità della navigazione, dell’equipaggio e dell’esperienza a bordo.

Dettaglio centrale del trittico “Tre cuori” di Giovanardi Isabella, 2025. Olio su acetato, legno e led, cm 90x72
Dettaglio centrale del trittico “Tre cuori” di Giovanardi Isabella, 2025. Olio su acetato, legno e led, cm 90×72