“La forza della squadra è in ogni singolo membro, la forza di ogni membro è nella squadra”. Non siamo stati noi – anche se ci sarebbe piaciuto molto farlo – a formulare questa frase. Queste erano le parole che Phil Jackson pronunciava prima di ogni partita, quando allenava i Los Angeles Lakers e davanti a lui c’erano atleti del calibro di Kobe Bryant e Shaquille O’Neal. I membri dell’equipaggio di una barca sono, più o meno, come i giocatori di una squadra di basket. Un team di persone, ognuna con talenti e competenze specifiche, riunite insieme per raggiungere un obiettivo condiviso: vincere la partita, sia questa una finale dell’NBA o una crociera nel Mar Mediterraneo.

Ma qual è il segreto di una crew vincente? Quali sono le qualità che si devono portare a bordo per trasformare una stagione croceristica in una yacht experience memorabile? Per trovare una risposta concreta – e comprovata – a queste domande, abbiamo chiesto direttamente alle associazioni di comandanti e chef partner di AssoYacht. Perché, chi meglio del capitano sa come condurre la sua squadra alla vittoria?

1 Non basta saper navigare: serve formazione certificata
La navigazione è una scienza millenaria, che comprende una grande vastità di conoscenze che spaziano dalla fisica alla meteorologia, passando dall’ingegneria. Oggigiorno per intraprendere il mestiere del mare occorrono lunghi cicli di studi a livelli sempre più elevati perché il mercato richiede sempre più preparazione tecnica e conoscenza. La qualità della nostra formazione pone le basi per costruire dei veri professionisti che possano fare la differenza ed eccellere nel nostro settore di nicchia, lo yachting. Il resto lo fa il mare con l’esperienza che va maturata passo dopo passo.

Daniel Striccialu, Comandante SCT
Super Captains Team Association

2 Chi fa cosa? L’equipaggio funziona solo se i ruoli sono chiari
La storia insegna che in mare serve una linea di comando ben definita e una capacità continua e circolare di controllo, ciò che in ambito militare si chiamava C2: comando e controllo. Comandante, ufficiali e capi reparto devono controllare, verificare e, se necessario, intervenire in prima persona. L’equipaggio è una micro-comunità di estranei che, in un sistema gerarchico, lavora per obiettivi comuni: sicurezza e qualità del servizio. Il gruppo diventa equipaggio se la selezione è buona e la linea di comando funziona. L’elemento umano è sempre il più determinante.

Armando Macrì, Comandante SCT
Super Captains Team Association

3 Parole a bordo: la comunicazione è la prima ancora di salvezza
Uno dei problemi più diffusi a bordo è l’illusione di comunicare, senza che avvenga una reale comprensione. Come affermava Edgar Schein, in un mondo complesso e interconnesso è fondamentale saper ascoltare, fare domande e costruire relazioni basate sul rispetto. In caso contrario, si rischiano tensioni emotive che, in ambienti ristretti, compromettono l’armonia e la qualità del servizio. Per questo è utile un percorso formativo in due fasi: comunicazione efficace per tutti, leadership per chi comanda, ascolto e gestione degli ordini per il resto dell’equipaggio.

Andrea Segato, Comandante

4 Pronti a tutto: l’arte di adattarsi senza perdere la rotta
I programmi, specie a bordo di uno yacht privato, cambiano spesso: un armatore può voler restare più a lungo in una baia o lasciare improvvisamente un porto rumoroso. In questi casi servono calma, flessibilità e una comunicazione immediata con tutto l’equipaggio. Spostamenti, cambusa, ricambi: tutto va ripianificato. Anche nelle emergenze, è lo spirito di squadra a fare la differenza, creando un ambiente resiliente dove ogni membro contribuisce con efficacia.

Luciano Panizzutt, Comandante
A.Ma.Di – Associazione Marittimi Diporto

5 La calma è la miglior bussola: gestione dello stress a bordo
A bordo di un superyacht, dove lusso e pressione convivono, la gestione dello stress è cruciale. Tra imprevisti tecnici, maltempo o richieste degli ospiti, è il comandante a segnare la rotta tra caos e armonia. La sua calma rassicura, ispira l’equipaggio e tutela la sicurezza. Al contrario, lo stress non gestito mina comunicazione e coesione. Pause regolari e strategie di gestione dello stress trasformano le criticità in occasioni di crescita per garantire un servizio impeccabile.

Claudio Mottola, Comandante A.Ma.Di
Associazione Marittimi Diporto

6 Discrezione e savoir-faire: quando l’eleganza è silenziosa
Nel mondo della nautica professionale, l’eleganza vera non è ostentazione, ma discrezione. È la capacità dell’equipaggio di servire con rispetto, senza invadere, mantenendo la giusta distanza. La riservatezza è una regola d’oro: ciò che si vive a bordo resta a bordo, anche a terra. Lo yacht è un luogo intimo, da trattare con rispetto assoluto. Il vero savoir-faire si misura in ciò che si sa custodire. Perché in mare, eleganza è anche saper tacere.

Patrizio Caringi, Comandante
Presidente Associazione Marittimi Tirreno Centrale

7 Una barca, una casa: vivere insieme (bene) è questione di squadra
Il valore di un comandante si misura nella capacità di costruire un equipaggio solido, affiatato e professionale. In barca si vive e si lavora insieme: solo un gruppo unito può garantire un’esperienza armoniosa per armatore e ospiti. Niente favoritismi, lavoro distribuito con equilibrio e attenzione al benessere psicofisico sono elementi chiave. Umiltà e ambizione vanno coltivate nel senso di squadra. Una barca è una casa: rispetto e comunicazione ne sono le fondamenta.

Armando Brocco, Comandante
Associazione Marittimi Tirreno Centrale

8 Cambusa smart: non solo cibo, ma logistica e visione
La cucina a bordo di una barca richiede una combinazione unica di abilità culinarie, gestione e logistica. Lo chef deve essere in grado di pianificare e gestire gli approvvigionamenti, le scorte e la conservazione del cibo, anche per navigazioni lunghe e in condizioni spesso sfidanti. La gestione del budget e la scelta degli ingredienti freschi e di alta qualità sono fondamentali per creare piatti gustosi e salutari.

Chef Emanuel Frediani
Presidente IYCA – Italian Yacht Chefs Association

9 Cucina d’autore: quando lo chef racconta storie, non solo piatti
Lo chef deve essere in grado di interpretare lo stile della barca e le preferenze dell’armatore, creando piatti che sorprendano gli ospiti con stile e originalità. La cucina a bordo è un’arte che richiede creatività, precisione e attenzione ai dettagli. Lo chef deve essere in grado di adattarsi alle situazioni più diverse e di offrire un’esperienza culinaria unica e memorabile per gli ospiti a bordo.

Chef Samanta Mazzoni
Vicepresidente IYCA – Italian Yacht Chefs Association

10 Chi si ferma è perduto: migliorarsi è il vero spirito marino
Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”: il mare insegna che un equipaggio eccellente nasce da valori prima ancora che da competenze. Il comandante ha il dovere di formare e ispirare: rispetto, disciplina, lealtà e spirito di squadra sono le fondamenta di una cultura di bordo solida. Ogni errore è lezione, ogni scalo un’occasione per crescere. Chi si ferma è perduto. Chi guida, ha il compito di seminare “virtute e canoscenza.

Vincenzo Sabato, Comandante