Matteo Italo Ratti, presidente del Consorzio Marine della Toscana, condivide la visione alla base di un progetto di valorizzazione territoriale che parte dalla portualità per connettere il diporto all’identità più profonda della Toscana.

Territori come la Toscana non hanno bisogno di essere inventati. Tanto meno “re-inventati”: eventualmente devono solo essere messi in connessione. Perché in un contesto turistico globale che si fa sempre più competitivo, la chiave è valorizzare ciò che già esiste.

Ma come integrare al meglio risorse culturali, paesaggistiche, enogastronomiche e infrastrutturali in un’offerta coerente, riconoscibile, ma soprattutto irripetibile?
Lo abbiamo chiesto a Matteo Italo Ratti, presidente di Marine della Toscana e dalle sue parole è emerso che sulla scacchiera delle (quasi) infinite possibilità attrattive della Toscana, il diporto gioca un ruolo fondamentale. Troppo spesso considerato marginale, è in realtà uno degli asset più strategici: collega il mare all’entroterra, genera valore lungo tutto l’anno e attira un turismo internazionale ad alto profilo. Ovviamente ha bisogno di un sistema integrato che lo sostenga e lo promuova. Il Consorzio nasce proprio per questo: creare un ecosistema portuale capace di dialogare con il territorio e proiettare un’immagine di eccellenza. La visione c’è, la materia prima anche. In fondo, in una regione come la Toscana, dove ogni approdo è a pochi passi da un patrimonio unico al mondo, ripensare la portualità in chiave integrata significa trasformare la costa in un’estensione naturale dell’esperienza culturale, produttiva e turistica dell’entroterra.

La Toscana del mare si fa sistema e diventa destinazione globale
Matteo Italo Ratti, presidente del Consorzio Marine della Toscana.

Presidente Ratti, qual è la missione del Consorzio Marine della Toscana e quale visione guida il vostro lavoro?
Il mercato inerente al turismo nautico è molto cambiato negli ultimi 5 anni. Cambia l’imbarcazione, sempre più tecnologica, sempre di dimensioni maggiori, ma cambia anche il cliente: certamente più giovane, nel suo quotidiano è ormai abituato a gestire le attività attraverso un cellulare. Anche la gestione della ospitalità degli ormeggi deve seguire questo cambiamento con logiche di rete tra porti per offrire un’offerta condivisa e coordinata al fine di essere competitivi in un mercato internazionale. Non si può più vincere da soli. È necessario un aggregato. Prima di noi i consorzi montani per la gestione dei comprensori sciistici, ferrovie, o un esempio tra tutti le reti autostradali.

La Toscana è una regione chiave per il turismo nautico. Quali sono, secondo lei, i punti di forza della vostra rete di marine rispetto ad altri territori del Mediterraneo?
La Toscana è un brand tra i primi al mondo. Partendo da città come Firenze o Pisa, passando per il lusso, la moda e l’alta hotellerie, il nostro territorio offre attrattive uniche a pochi chilometri dalla costa. Non da meno, sul versante marittimo, l’Arcipelago Toscano annovera alcune tra le isole più affascinanti del Mediterraneo. La nostra rete è un Consorzio, quidi una società vera e propria con un sistema aziendale organizzato. È un soggetto tecnico abilitato e qualificato per fare promozione e fare in senso allargato. Rappresenta tanti, forse tutti avendo al suo interno tutte le rappresentanze delle associazioni economiche di categoria di settore.

La Toscana del mare si fa sistema e diventa destinazione globaleLa sostenibilità è oggi una priorità per il settore nautico. Quali azioni concrete state implementando per rendere più sostenibili le vostre strutture portuali?
La sostenibilità è un tema sulla bocca di tutti. Nel 2023 abbiamo siglato alla conferenza mondiale dei porti turistici la carta degli obiettivi. Primo tra tutti la cogenerazione energetica e la riduzione degli inquinanti. Tuttavia, non esiste ancora un’armonizzazione delle normative. L’iter amministrativo in Italia è complesso. Ma siamo convinti che la forza dell’unità del Consorzio, ci permetterà di raggiungere gli obiettivi.

Negli ultimi anni si parla sempre più di destagionalizzazione del turismo nautico. Come può la rete delle marine contribuire a rendere il mare toscano una destinazione attrattiva tutto l’anno?
La destagionalizzazione si può ottenere solamente con un’offerta variabile di servizi. Dobbiamo puntare a mantenere sul territorio imbarcazioni e navi da diporto come i superyacht evitando che svernino a Malta, in Portogallo o in Spagna. Questo naviglio ha equipaggi fissi che generano indotto territoriale e mantengono vivo il servizio portuale tutto l’anno. Dobbiamo avviare velocemente quei processi di rimodulazione delle concezioni demaniali e rigenerazione delle infrastrutture per rendere adeguate al mercato di ora e del futuro.

Guardando al futuro, quali sono i principali obiettivi del Consorzio per i prossimi anni?
Esportare il nostro modello alle altre regioni per arrivare a Marine dell’Italia.

La Toscana del mare si fa sistema e diventa destinazione globale
Marine della Toscana è il consorzio che riunisce i principali porti turistici della regione con l’obiettivo di promuovere il diporto come leva di sviluppo territoriale. Attraverso una rete integrata tra costa ed entroterra, il consorzio valorizza l’identità toscana offrendo servizi coordinati, innovazione, sostenibilità e accoglienza di qualità per la nautica da diporto, in Italia e all’estero.