Tra yacht e auto storiche nasce un dialogo fatto di stile, cultura e investimento, dove la passione si fa patrimonio e il collezionismo entra nella sfera del wealth management.

Unicità, artigianalità, heritage: se dovessimo dire cosa accomuna chi ama la yacht life e chi colleziona auto d’epoca, non potremmo non pensare a questi valori. Valori che fanno da sfondo a una visione della vita fatta di passione ed eleganza. A una convinzione culturale, profondamente radicata, che vede nella conservazione del patrimonio e del saper fare non solo le basi di tutto ciò che è “buono e bello” ma anche la possibilità in prospettiva, di generare ulteriore valore.
Non è infatti un caso se ci sono sempre più armatori collezionisti d’auto d’epoca, che magari utilizzano eventi come il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este o Les Voiles de Saint-Tropez per vivere entrambe le passioni in forma integrata. Sono segnali che ci dimostrano come i mondi della yacht life e delle vintage wheels non solo dialogano, ma stanno convergendo.
E così il collezionismo diventa una sorta di asset strategico, che unisce appunto passione e profitto, come ci racconta Camillo Mekacher-Vogel, fondatore di AssetClassic, piattaforma indipendente nata per accompagnare privati e investitori istituzionali nell’accesso, gestione e valorizzazione di collezioni automobilistiche.
“Le auto storiche non sono semplici mezzi di trasporto del passato – racconta Mekacher-Vogel – sono veicoli narrativi, capsule del tempo che racchiudono cultura, tecnica e stile. Da espressione di gusto, sono diventate strumenti patrimoniali sofisticati, sempre più al centro dell’interesse anche di family office, fondi e operatori globali. Un recente studio di McKinsey & Company, a cui abbiamo contribuito anche noi di AssetClassic, ha evidenziato come il valore complessivo, a livello globale, delle auto da collezione economicamente più rilevanti superi gli 800 miliardi di euro, rendendo il settore uno dei più liquidi. Inoltre, ogni anno viene scambiato circa il 5% del parco, per un giro d’affari superiore ai 40 miliardi. Altri 40 miliardi vengono destinati a manutenzione, restauro, assicurazioni ed eventi. Questo ci conferma la centralità del comparto che si distingue come uno degli ambiti più vivaci e promettenti del mondo automotive”.

Un ecosistema in evoluzione

Negli ultimi decenni, il mondo del collezionismo automobilistico ha vissuto una trasformazione profonda. Se fino agli anni Novanta era appannaggio quasi esclusivo di appassionati europei e nordamericani, spinti da motivazioni culturali o emotive, oggi il settore si presenta come un mercato globale, strutturato e sempre più professionale. L’accesso diffuso all’informazione, la proliferazione di eventi internazionali, il peso crescente delle aste top-tier e lo sviluppo di infrastrutture finanziarie dedicate hanno ridefinito il perimetro del collezionismo.
Case d’asta come RM Sotheby’s, Gooding & Co. e Bonhams attraggono un pubblico sofisticato e cosmopolita, con compratori provenienti da Medio Oriente, Asia e America Latina.
Le vetture più ambite? Quelle prodotte in serie limitata, con pedigree storico certificato, in condizioni originali e firmate da marchi leggendari come Ferrari, Porsche, Bugatti, Mercedes-Benz e Aston Martin.
Ma non si tratta solo di mercato. Anche la cultura dell’automobile sta cambiando: per le nuove generazioni, collezionare significa conservare. Non solo possedere esemplari unici, ma contribuire alla tutela del design, della meccanica e del savoir-faire tecnico del Novecento. A questa nuova sensibilità si affiancano musei, rassegne e progetti educativi che trasformano la passione in consapevolezza culturale.
Il cuore della trasformazione, però, batte sul piano tecnologico. L’analisi dei dati e gli strumenti digitali permettono oggi di tracciare con precisione la storia di un veicolo, verificarne l’autenticità, stimarne il valore e prevederne l’evoluzione nel tempo. Una rivoluzione silenziosa che ha aperto le porte a investitori più razionali, attratti da un mercato sempre più liquido, trasparente e regolato. Parallelamente, stanno nascendo soluzioni finanziarie ibride: fondi, piattaforme fractional, club deal e strumenti assicurativi evoluti che permettono una gestione professionale del patrimonio automobilistico. È il segno di un cambio di passo: le auto da collezione entrano ufficialmente nella sfera del wealth management. È proprio in questo scenario che si inserisce la piattaforma di AssetClassic, unendo competenze nel mondo della finanza ad una profonda conoscenza e cultura dell’auto d’epoca per affrontare al meglio il futuro del collezionismo.