Non solo capolavori di design, efficienza e lusso: i moderni yacht sono veri e propri centri tecnologici galleggianti, iperintegrati, sempre connessi. Navigazione, comunicazione, entertainment: se da un lato, questa tecnologia superavanzata è in grado di innalzare la cruise experience a un livello qualitativo mai raggiunto prima, dall’altro, una sua gestione “poco attenta” rischia di esporre la barca a minacce informatiche e cyber attack.

È “il bello della diretta” si potrebbe dire, prendendo a prestito una frase famosa della televisione nostrana. Perché, se la guardiamo dal punto di vista della vita vissuta, è questo quello che fa la tecnologia moderna: ci rende sempre “live”, connessi e interconnessi in tempo reale. Sulla terra ferma e ancora di più a bordo, in mezzo al mare, dove la “sicurezza” di poter contare su reti Wi-Fi, sistemi domotici e connessioni satellitari ci espone però al “rischio” di attacchi informatici che possono avere conseguenze anche serie, se non addirittura pericolose.
Un accesso non autorizzato ai sistemi di bordo può compromettere la rotta o disattivare strumentazioni vitali; un attacco da parte di hacker può causare gravi violazioni della privacy, interferendo da remoto con le videocamere installate o può portare al furto dei dati personali degli ospiti, siano questi informazioni finanziarie o comunicazioni private; un tracciamento fraudolento del sistema AIS o GPS può persino esporre lo yacht a rischio di furto o azioni mirate. In casi estremi, un attacco potrebbe persino interferire con la navigazione o con i sistemi di allarme, mettendo a rischio la sicurezza fisica delle persone a bordo. Cosa fare, dunque, per garantire sicurezza e tranquillità?
Prima difesa: password robuste e formazione specifica
La primissima cosa è evitare l’uso di credenziali predefinite o troppo semplici, come o “123456” o il “nome della barca”. Ormai è risaputo: l’uso di password robuste e uniche – aggiornate regolarmente – è essenziale per garantire la sicurezza dei sistemi. Eppure, questa piccola accortezza viene frequentemente sottovalutata sia dagli equipaggi che dagli stessi armatori.
Un altro aspetto, spesso trascurato, è la mancata formazione dell’equipaggio in materia, che può quindi cadere vittima di phishing, magari perché vengono utilizzati dispositivi personali non protetti sulla rete di bordo, o perché c’è la cattiva abitudine di lasciare sempre attive tutte le connessioni, inclusi Wi-Fi o Bluetooth non necessari, e non disattivare i servizi non utilizzati. Entrando poi nel cuore dell’operatività, è fondamentale segmentare le reti wifi: separare quella usata dall’equipaggio da quella per gli ospiti, e isolare i sistemi critici da quelli di intrattenimento. È poi buona pratica monitorare gli accessi e tenere sempre aggiornati i dispositivi di bordo, inclusi router e centraline domotiche. E ovviamente, adottare sistemi di cybersecurity attivi.
L’importanza della consulenza
A bordo – molto più che a terra – le problematiche informatiche si intrecciano con dinamiche operative e di sicurezza uniche. Per questo, è necessario affidarsi a team specializzati che abbiano competenze specifiche per il contesto nautico. A differenza di un tecnico IT generico, chi lavora nel settore marittimo conosce infatti, i protocolli di bordo, le criticità legate alle comunicazioni satellitari e le esigenze di privacy di armatori e ospiti. Questo si traduce in soluzioni su misura, più efficaci e meno invasive, pensate per proteggere senza compromettere il comfort o la funzionalità dello yacht.







